venerdì 2 marzo 2012

I populisti "sinistri"


I populisti "sinistri"

Da Caffè Corretto di oggi su Radio Bussola 24 (www.bussola24.it)

Buongiorno. E’ sabato 3 marzo. Un saluto particolare a quanti ci hanno scritto a dilloacaffecorretto@gmail.com per dirci che ormai siamo diventati la sveglia di famiglia ed anche per manifestarci condivisione su quanto espresso anche ieri sulle proteste No Tav, in Val di Susa e soprattutto sul rischio che l’onda della protesta, dell’insofferenza sociale, raggiunga altre parti del paese, Naturalmente le piazze del resto d’Italia ed in particolare del Mezzogiorno non si riempiranno per contestare i lavori per la Tav Torino-Lione ma è una previsione persino troppo facile quella di immaginare che la tensione sociale sia lì pronta ad esplodere. Due i motivi nemmeno latenti: l’insofferenza verso la classe politica che ai privilegi ha aggiunto un’evidente inadeguatezza ed un’assoluta mancanza di rappresentanza in virtù di una vergognosa legge elettorale che ha trasformato i parlamentari in un migliaio di nominati e poi la crisi economica, sicuramente determinata anche dalla stessa classe politica, ma che con i giorni che passano sembra avere una paternità più inquietante nei grandi poteri economici che dopo aver barato con i titoli tossici ora puntano a salvare il salvabili benedicendo l’arrivo sulla scena politica di alcuni pretoriani della Bce come Mario Monti.
E non è un caso che proprio dall’attuale premier italiano sia arrivato un perentorio no a chi contesta la realizzazione della No-Tav. Un no al blocco dei lavori e ad una eventuale revisione del progetto che nasce anche dall’esigenza di dare un ulteriore conferma di credibilità ma anche di sintonia politica, per usare un eufemismo, con l’Europa che vuole a tutti i costi il treno ad alta velocità Torino-Lione.
“L'Italia staccata dall'Europa, dolcemente alla deriva in un mare di disagio sociale ed economico: è ciò che avverrebbe senza la Tav” ha usato questa metafora il premier Mario Monti per ribadire la ferma decisione di andare avanti ''tempestivamente'' con la linea in Val di Susa. La presa di posizione del Governo è arrivata ieri al termine di una giornata che ha visto numerosi appelli alla lettera aperta a Monti, nonché da un appello sottoscritto - tra gli altri - da don Ciotti, dal presidente della Puglia Niki Vendola, dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris e da quello di Bari Michele Emiliano. E quest’ultimo mi sembra il modo peggiore di risolvere il problema, ma non ditelo a gente come il sindaco di Napoli al quale qualcuno dovrebbe ricordare di essere stato eletto per affrontare e magari risolvere qualche problema della città capoluogo della regione piuttosto che cercare di legittimare improbabili ambizioni di leader nazionale di un populismo di sinistra. Esattamente il contrario di quanto si avverte il bisogno dopo quasi vent’anni di populismo di destra.

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