La conferma che questo attacco da parte della magistratura contro i partiti, così come accadde con Tangentopoli, magari nemmeno per una strategia generale ma di sicuro per un effetto di un’azione “imitativa” tra le Procure, si inserisca in un ormai ventennale rapporto malato tra politica e magistratura arriva dai toni usati dal Consiglio superiore della magistratura contro la responsabilità civile dei magistrati. Le toghe, scrivono poi i i giornali come “Repubblica”, da sempre a sostegno della via giudiziaria nella lotta politica, non faranno sconti né ammetteranno deroghe, confermando l’evidente pressione del Csm sul Parlamento e dimenticando che la funzione della magistratura è di applicare la legge non farla perché questo spetta alla politica, al Parlamento, al limite al Governo che però poi per ratificare un decreto in legge dovrà comunque passare attraverso l’approvazione di Camera e Senato.
Ma poiché il passato mette paura, ora i tre maggiori partiti, Pdl, Udc e Pd, tentano di non ripetere l’errore dei propri predecessori, di Psi, Dc, degli altri che componevano il partito. Nel ’92 ognuno pensò a sé non capendo quanto fosse importante cogliere l’appello di Bettino Craxi in Parlamento quando sfidò tutti i partiti chiamandoli in correità sul finanziamento illecito. Adesso Pdl, Pd ed Udc sanno che o fanno quadrato, mettendo mano anche alla riforma della giustizia, o saranno travolti perché l’antipolitica oggi è alimentata non solo da un’insofferenza naturale di fronte alla voracità corruttiva ed ai privilegi dei partiti ma da una crisi economica devastante e da una possibilità di “carica”, di informazione immediata e spontanea, di coinvolgimento di massa dell’opinione pubblica attraverso i social network. Qui, per organizzare una manifestazione, un corteo, ormai basta un messaggio su face book o su twitter. Insomma il mondo è cambiato e se il Pci per contestare Craxi dovette mandare un po’ di ragazzotti a lanciare monetine all’uscita del Raphael a Roma, a novembre è bastato uno spontaneo passa parola su Facebook perché migliaia di persone, persino con bimbi al seguito, accompagnassero tra urla e fischi l’uscita di Berlusconi e ministri da Palazzo Chigi.
E l’insofferenza spontanea non si gestisce. Pdl, Pd e Terzo Polo sanno che nulla sarà come prima e temendo una disfatta nel 2013 non hanno alcuna voglia di cambiare una legge elettorale inqualificabile ma utile a preservare l’attuale fallimentare ed autoreferenziale classe dirigente dei partiti, con annessi ossequiosi parlamentari. Ecco perché quello a cui stiamo assistendo è solo un grande inciucio.
Gigi Casciello
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