La politica può essere come la vita di coppia: si decide di continuare a stare insieme per conmvenienenza o per paura del futuro. E naturalmente è una vita che non auguriamo a nessuno.
Intanto basteranno poche settimane per capire se l’ intesa tra Pdl , Pd ed Udc a sostegno del foverno Monti sarà la tomba della seconda Repubblica o l’inizio di una nuova stagione fatta di dialogo non solo oltre gli schieramenti ma in un clima di grande attesa, come quei giorni che sembrano anticipare straordinare novità. Insomma sapremo se la politica italiana sarà seppellita da un grande inciucio con la benedizione di un premier benedetto dai grandi gruppi finanziari occidentali e dalla banca europea o se davvero quella dell’accordo tra Pdl, Pd e terzo polo non sia stata l’unica strada per evitare lo scontro sociale e l’implosione del sistema italiano.
E poiché qualche idea me la sono fatta ed un giudizio mi va di esprimerlo, vi dico la mia. La riforma del lavoro si farà e per salvare la faccia i sindacati, con in testa la Cgil, al massimo andranno ad uno sciopero più o meno generale, si farà anche una parvenza di riforma della giustizia perché non è vero che il problema riguarda e riguardava solo Berlusconi come dimostra la storiaccia dei milioni di euro fatti sparire dal conto della Margherita.
Così questi campioni dell’inciucio, Bersani, Alfano e Casini, scopriranno loro malgrado alle prossime elezioni che se è vero che il problema principale degli italiani non era e non è la riforma della giustizia, così come contestavano a Berlusconi, non lo è nemmeno la riforma dell’articolo 18 ed una riforma del lavoro che a leggerla non risolve il problema del precariato né incentiva nuova occupazione. E sarà bene che qualcuno lo dica alla professoressa Fornero: è con la ripresa economica e nuove forme incentivanti per le piccole e medie imprese che si riducono i contratti a termine e si crea nuova occupazione. Tra l’altro, val la pena ricordarlo, la maggioranza delle imprese italiane ha meno di 15 dipendenti e non devono applicare l’articolo 18.
Con la crisi che c’è immaginate che ci sia ancora chi si preoccupa cosa dicono i sindacati sull’articolo 18? Certo, c’è sempre chi si riconosce una centralità in questo tipo di impostazione del rapporto con il lavoro ed i sindacati ma sono sempre più una minoranza.
E sempre sul lavoro oggi va fatta una riflessione, seppur brevissima, sulla manifestazione di protesta dei lavoratori di Salerno Sistemi a Salerno dove non ci sono stati licenziamenti né cumulati stipendi non pagati eppure i lavoratori si fermano e protestano per la riduzione di 200 euro in busta paga. Mi rendo conto che 200 euro sono abbastanza in questi tempi di crisi, soprattutton per famiglie monoreddito, ma quanto è vero che l’aver conquistato senza fatica un lavoro porti spesso ad una assoluta non percezione della realtà. Perché sicuramente a Salerno Sistemi ci sono lavoratori che quel posto se lo sono sudato ma per quanti, come in tutte le aziende speciali, ex municipalizzate o società miste, intendiamoci, a Salerno come altrove, per essere assunti è stato fondamentale essere vicini alla maggioranza del sindaco De Luca che governa la città dal 93 ad oggi?
E che ora per salvare il posto di lavoro debbano rinunciare a 200 euro, che poi rappresentano gli incentivi, non solo non è tragedia. Che poi i lavoratori di Salerno Sistemi vengano spinti dai sindacati a manifestare sotto il Comune conferma solo che l’antipolitica non risparmia nemmeno chi fino a ieri veniva visto come il benefattore, quindi nemmeno un presunto anti-politico per eccellenza come il sindaco di Salerno.
Gigi Casciello
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