domenica 4 marzo 2012

"Recuperare" fingendo di inventare

Ho rivendicato in grande solitudine il diritto di Carmelo Conte ad essere giudicato in fretta prima di essere giudicato sodale della camorra. E per farlo fui felice di ospitare suoi interventi in prima pagina su Cronache del  Mezzogiorno che dirigevo. Erano gli anni dal ’95 al 2000. Carmelo Conte ha dovuto attendere più di dieci anni per ottenere giustizia e adesso son tutti bravi a riconoscerne l’intelligenza politica e la lucidità culturale al punto che “La Città” del  Gruppo l’Espresso ed “il Mattino”, ora si contendono i commenti dell’ex ministero delle Aree Urbane. Cambiano i tempi
Ho sempre pensato che i giornali da me diretti (il Mezzogiorno, Cronache del Mezzogiorno, Cronache di Napoli, Roma, il Nuovo Salernitano) dovessero essere anche un riferimento culturale, un “luogo” di dibattito. E così sulle prime pagine dei miei giornali si potevano leggere articoli e commenti, oltre che di Carmelo Conte, di Rino Mele, Giuseppe Vuolo, Carmelo Conte, Ambrogio Ietto. Gli altri giornali preferivano altro, anzi nessun commento, meglio le notizie, solo le notizie. Da più di un anno “il Nuovo Salernitano” non è più in edicola e con tutta fretta gli stessi collaboratori sono più che ospitati su Cronaca-Roma, La Città ed il Mattino. Ne sono contento, senza alcuna ironia. Più che “ospitati” perché in sostanza rappresentano quasi gli unici commenti in prima pagina. “Resiste” alla nostalgia solo la “Giubba Rossa” Sandro Livrieri ma se qualcuno avesse il coraggio di ospitare la sua quotidiana rubrica sarebbe come dover riconoscere che chi come me ha dato per primo nel ‘94 un quotidiano a Salerno e provincia (ardire imperdonabile…) ha fatto molto di più e che in seguito di fantasia e creatività ce ne è stata e ce ne è poca. Insomma, sarebbe chiedere davvero troppo.
Mi scappa un sorriso e penso (con confessata presunzione) che in questa calma piatta, in questo “recuperare” fingendo di inventare c’è spazio ancora per molto. Tanto non c’è il rischio che altri ti rubino l’idea.
Gigi Casciello

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